Referendum e paura del contagio: quello che manca all’Italia per un voto sicuro. L’esempio Corea

È davvero democratico un voto dove la paura dei contagi spinge milioni di cittadini a non andare a votare? In Italia abbiamo messo in campo tutto il necessario per consentire ai cittadini di votare in sicurezza?

Queste le domande che dovremmo porci con urgenza se vogliamo evitare che il diritto al voto e quello alla salute entrino in conflitto nella prossima elezione referendaria e amministrativa del 20 e 21 settembre. E sono domande tanto più pertinenti se pensiamo che non riguardano soltanto queste elezioni, ma tutte quelle che si terranno nei prossimi mesi o anni, che senza le giuste misure saranno condizionate – per non dire falsate – dagli effetti della paura per il Covid.

Recenti sondaggi ci dicono infatti che due italiani su tre non andranno a votare, molti dei quali proprio per evitare il rischio di contagiarsi. La paura del virus è quindi entrata nelle urne, e fin qui parrebbe un dato fisiologico.

Al contrario l’esperienza internazionale suggerisce che lo scontro tra le ragioni della salute e quelle della democrazia è tutt’altro che inevitabile. Il caso scuola è quello della Corea del Sud, il primo paese al mondo dove si sono svolte elezioni politiche durante l’emergenza sanitaria, precisamente nel mese di aprile. Ebbene, le autorità sanitarie hanno accertato che nessun caso successivo di Coronavirus in Corea può essere correlato all’evento elettorale. Eppure si è trattato di elezioni partecipate, addirittura le più partecipate degli ultimi 28 anni.

Com’è stato possibile? Per comprenderlo può essere utile rifarci alla tabella di sotto, che mette a confronto le misure più significative del governo coreano e italiano in materia di voto.

COREA DEL SUDITALIA
PERCORSO AI SEGGI E DISTANZIAMENTO                                                   Sono previsti percorsi dedicati e distinti di ingresso e di uscita, identificati con apposita segnaletica. È previsto un distanziamento di un metro tra votanti.
Per garantire percorsi distinti, si consiglia di adibire a seggi le palestre, più spaziose rispetto alle aule di scuola. Si consiglia infine di adibire a seggio dove possibile anche strutture all’aperto.
Previsti percorsi diversi di entrata e uscita presso la struttura di voto, compatibilmente con le caratteristiche degli edifici adibiti a seggi elettorali.
Non vale però la stessa misura per le aule dove si vota.
TEMPERATURA All’ingresso ai seggi è misurata la temperatura a tutti i votanti. Quando superiore a 37.5, sono accompagnati a votare in area separata. Non è prevista misurazione della temperatura.

GUANTI E FORNITURE
 
Guanti di vinile monouso sono distribuiti, fatti indossare all’entrata a ciascun votante, dopo l’igienizzazione delle mani, sotto la supervisione del personale addetto al voto, prima di recarsi in cabina elettorale.
Inoltre, tutti i seggi devono essere forniti di:
sapone disinfettante per le mani contenente almeno il 60% di alcool, asciugamani di carta, fazzoletti, salviette disinfettanti e bidoni della spazzatura no-touch. 
Nessun obbligo  di guanti per gli elettori. Sono forniti invece al componente del seggio incaricato di inserire la scheda nell’urna.
Distributori di detergenti presenti all’ingresso e all’esterno del seggio.
CODICE DI CONDOTTA Spedite nelle case di tutti i cittadini le istruzioni sui comportamenti da tenere ai seggi ed esempi grafici dello svolgimento della votazione. Il codice è stato diffuso anche tramite televisioni, giornali e social media. Nessun manuale di istruzioni fornito ai cittadini. Informazioni sul comportamento al seggio limitate sui siti ministeriali.
VOTO POSTALE E DOMICILIARE Il voto postale è consentito per cittadini fuori del proprio distretto di appartenenza e per cittadini all’estero, con modalità di voto anticipato. Vi sono poi casi clinici a cui è concesso voto presso il domicilio. Il voto postale è previsto solo per cittadini all’estero, con voto anticipato. Il voto presso il domicilio è invece riservato ai malati intrasportabili e quelli che si trovino in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario.
SCRUTATORIGarantita ampia sostituibilità per eventualità di scrutatori malati.
Raccomandazione agli scrutatori di lavarsi le mani frequentemente per almeno 20 secondi.
Segnalate defezioni tra gli scrutatori. Milano caso emblematico: mancano 200 presidenti di seggio. Se le sezioni non saranno coperte su base volontaria si procederà alla nomina d’imperio.

Come si noterà, la Corea ha messo in atto delle misure operative certamente determinanti nel rassicurare i cittadini sulla sicurezza del processo di voto: dalla misurazione della temperatura, del tutto assente in Italia, alla fornitura di guanti monouso a tutti i votanti, neppure prevista alle elezioni del 20 settembre.
A queste mancanze si aggiungono critiche autorevoli come quelle del professor Galli e del professor Crisanti, secondo cui le cabine elettorali predisposte sono troppo strette, e si sarebbe inoltre dovuto provvedere a fare il tampone a tutti gli scrutatori.

Ma la misura più significativa è proprio l’investimento sull’informazione dei cittadini attraverso un apposito codice di condotta spedito in tutte le case. Sarebbe stato semplice imitare l’esperienza coreana e fornire la stessa informazione basilare agli elettori italiani. Non solo si tratta di un modo per costruire un dialogo virtuoso tra istituzione e cittadino, chiamando quest’ultimo in causa invece che relegarlo al ruolo di spettatore della politica. Si tratta soprattutto di rendere noto e trasparente il metodo di voto. Solo conoscenza e trasparenza consentono di ripianare i dubbi dei cittadini, per far maturare con una serena consapevolezza la scelta di recarsi ai seggi.

Siamo ancora in tempo per adottare la strategia coreana in Italia? Probabilmente no, ragion per cui la campagna #iovotosicuro di Democrazia radicale sta raccogliendo adesioni per un’altra pista: la possibilità di un ricorso a posteriori del voto, per conquistare, in tempi di pandemia, la possibilità di votare per posta o online tramite spid, da ottenere per tutti i cittadini o quantomeno per i soggetti più a rischio.

In questo video, trovate l’esempio di come si sono svolte le elezioni in Corea del Sud per garantire un voto sicuro.

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